Come vanno le cose a Sesto San Giovanni con il fondo di produttività

Giovedì mattina c’é stato il tentativo di conciliazione in prefettura e il 9 novembre il Comune farà una nuova proposta alle organizzazioni sindacali. Intanto continua lo stato di agitazione dei lavoratori
Lo scorso 25 ottobre, le lavoratrici e i lavoratori di Sesto San Giovanni hanno votato e aperto lo stato di agitazione per difendere il fondo di produttività. È stata una decisione presa a larghissima maggioranza durante un’assemblea partecipatissima convocata dopo che, nel corso di tre incontri con i sindacati, la delegazione di parte pubblica che aveva confermato l’intenzione di azzerare il fondo.

I sindacati avevano chiesto che anche l’amministrazione partecipasse a quei tavoli ma la parte politica aveva scelto di non incontrare i rappresentanti dei lavoratori. “Un quarto incontro non avrebbe avuto alcun senso - ha commentato la nostra funzionaria, Alexandra Bonfanti - se non quello di proporre cifre a ribasso rispetto a quelle concordate e stanziate. Ma questa non è la nostra politica sindacale. Abbiamo convocato l’assemblea dei lavoratori e chiesto il loro mandato.” L’assemblea si è pronunciata in modo inequivocabile eppure le altre sigle sindacali (Cisl, Uil, Sulpm e Csa) non hanno sottoscritto lo stato di agitazione violando, di fatto, il mandato dell’assemblea.

Lo scorso lunedì, il 30 ottobre, l’amministrazione ha finalmente incontrato i sindacati e proposto una riduzione delle risorse destinate al fondo di produttività a 600.000 € rispetto al 1.200.000 € predisposti in origine. Poi, giovedì 2 novembre, si è tenuto il tentativo di conciliazione in prefettura. Di fronte al prefetto il comune di Sesto ha manifestato l’intenzione di predisporre ulteriori stanziamenti e ha convocato i sindacati il 9 novembre prossimo per presentare la nuova proposta. Nel frattempo, la mobilitazione dei lavoratori continua.
matteo.palma | 03 novembre 2017, 18:41
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