L’attivo unitario Cgil-Cisl-Uil per promuovere un cambio di marcia alla Legge di bilancio

Dal rinnovo dei contratti alla pubblica amministrazione, l’iniziativa nazionale “Contrattiamo diritti” propone una piattaforma unitaria per incoraggiare nuovi investimenti pubblici per la crescita e lo sviluppo del Paese.
Oggi c’é stato l’attivo unitario dei delegati della Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, un’iniziativa unitaria che si è articolata in tre assemblee interregionali a Roma, Milano e Napoli. Al centro dell’iniziativa il documento “Contrattiamo diritti”, una grande piattaforma di proposte per rilanciare lo sviluppo del Paese. Il documento si articola in undici proposte attraverso le quali  Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo un intervento di politica economica che, nel rispetto dei vincoli di bilancio, rilanci la crescita del Paese rafforzando l’impegno economico diretto alle pubbliche amministrazioni perché da questi dipendono servizi fondamentali alla vita dei cittadini e delle imprese.
 
Serve un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni che risponda alla cronica carenza degli organici della PA e che contrasti le esternalizzazioni; bisogna valorizzare le professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori anche attraverso un piano di formazione continua dei dipendenti. È indispensabile  una gestione più efficace del lavoro pubblico, nella valutazione e nell’esigibilità dei risultati, stabilendo un’ottica di collaborazione tra la dirigenza, gli organi politici e le rappresentanze dei lavoratori; è importante rafforzare le norme di tutela del lavoro e potenziare l’intero sistema delle relazioni sindacali. Bisogna trovare le risorse necessarie per il rinnovo dei CCNL 2019-2021, superare i vincoli sulla costituzione dei fondi per il salario accessorio, estendere anche al settore pubblico il sistema di agevolazioni fiscali sui premi di produttività erogati tramite la contrattazione integrativa in un logica di equiparazione del lavoro pubblico a quello privato. Sarà decisivo, poi, prevedere un adeguato rifinanziamento del Sistema Sanitario Nazionale che riveda anche il sistema delle compartecipazioni per garantire una maggiore equità contributiva su tutto il territorio nazionale.
Sono queste le proposte di Cgil, Cisl e Uil, una sintesi che sarà presentata al ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno già durante l’incontro previsto per il prossimo 13 novembre.
 
Durante l’assemblea milanese è intervenuto anche il segretario confederale Roberto Ghiselli: “Cgil, Cisl e Uil hanno portato a sintesi un lavoro comune che sui temi importanti del lavoro pubblico, della fiscalità dei servizi e del welfare - ha detto nel suo intervento - Contrattare diritti è un documento che non guarda solo alla legge di bilancio ma sopratutto ai lavoratori e alle lavoratrici. Le nostre sono proposte di merito che guardano allo sviluppo e alla crescita del Paese. Abbiamo fiducia nel fatto che saremo ascoltati, che le nostre proposte ottengano un riscontro”. “In Italia le cose non vanno bene, c’é un problema di disoccupazione, di disoccupazione giovanile, di competitività delle imprese- ha continuato Ghiselli - e noi dobbiamo dare risposte a questi problemi, risposte concrete.”
“Bisogna capire che esiste un limite nelle politiche di contrasto alla povertà, che sono sacrosante e che appartengono alla nostra storia - ha detto ancora Ghiselli - ma altro conto è dare un segnale paternalistico che alimenta atteggiamenti negativi che sollecita inattività e lavoro nero. Queste proposte non ci convincono, come non ci convincono i condoni o il progetti di una flat-tax applicata ai redditi d’impresa che è iniquo e che rappresenta un blocco allo sviluppo dell’attività d’impresa”.
“Se c’é una novità in questa proposta di legge di bilancio è il fatto che tende a superare la logica del rigore, forzando sui limiti del deficit; il punto per noi è come utilizzare le risorse che si recuperano con queste forzature - ha continuato Ghiselli - siamo convinti che il baricentro dell’impianto del Def debbano essere gli investimenti sullo sviluppo e sul welfare. Nell’attuale proposta di legge non c’é un’idea di Paese, bisogna riportare al centro la creazione di lavoro vero e le nostre proposte guardano in questa direzione”.
 
“Serve una svolta, bisogna dare una risposta al disagio sociale delle periferie e delle fasce più deboli della popolazione - ha commentato il nostro segretario generale Natale Cremonesi - la nostra iniziativa è importante perché cerca di tenere insieme il lavoro pubblico, i problemi delle lavoratrici e dei lavoratori, con l’idea che nessuno deve rimanere indietro e che dalla PA passa anche l’accesso ai diritti di cittadinanza di tutti noi”.
matteo.palma | 08 novembre 2018, 19:20
< Torna indietro