I ricercatori precari degli IRCCS chiedono stabilità per il loro futuro

Il prossimo 17 luglio i ricercatori italiani saranno in piazza per chiedere certezze sul loro destino professionale. FP e NIdiL Cgil sosterranno la loro mobilitazione con iniziative in ognuna delle città nelle quali è attivo un IRCCS
Gli IRCCS sono ospedali d'eccellenza, centri di cura all'avanguardia anche nella ricerca scientifica. In Lombardia quelli pubblici sono quattro, tre sono a Milano: l'Istituto dei tumori, l'istituto Besta e il Policlinico; il quarto è il San Matteo, a Pavia.  Il 17 luglio, i ricercatori di questi istituti saranno in piazza per protestare contro l’insostenibile incertezza che condiziona la loro vita professionale e quindi tutta la ricerca pubblica italiana. Funzione Pubblica e NIdiL Cgil parteciperanno e sosterranno la loro mobilitazione con iniziative in ognuna delle città nelle quali è attivo un IRCCS.
 
Da tempo, infatti, chi fa ricerca negli istituti di cura a carattere scientifico non ha alcuna prospettiva di stabilità. Si tratta di lavoratori privi di tutele e diritti, sottopagati e con contratti a singhiozzo. Inoltre, il decreto Madia, che , senza prevedere un piano di stabilizzazione per i ricercatori ha eliminato i co.co.co. nel settore pubblico, ha aperto un vuoto normativo che segna un enorme punto di domanda sul futuro della ricerca pubblica in Italia.
 
Eppure, è proprio il lavoro di ricerca che permette agli IRCCS di offrire un'assistenza sanitaria di primo livello. La mobilitazione nazionale del 17 luglio sarà anche l’occasione per consegnare alla presidente della Camera Boldrini le diecimila firme raccolte per chiedere la stabilizzazione di questi lavoratori.
matteo.palma | 12 luglio 2017, 17:54
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